Quando il cinema incontra l’adolescenza: a Taranto il terzo giorno di School Experience 5 dà voce ai ragazzi

È il giorno delle domande, degli sguardi che cercano risposte e delle emozioni che chiedono spazio. Nel terzo giorno di School Experience 5 – iniziativa realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) – l’Auditorium Tatà si riempie delle voci e dei silenzi degli studenti delle scuole secondarie di primo grado, protagonisti di un’esperienza cinematografica intensa, capace di parlare direttamente al cuore dell’adolescenza.

Una giornata in cui il cinema smette di essere solo racconto e diventa specchio, riflesso fedele di un’età complessa, fragile e potentissima. Le proiezioni della sezione Your Experience +11 hanno portato sul grande schermo storie che parlano di identità, inclusione, relazioni, conflitti interiori e desiderio di essere visti e riconosciuti. Racconti che non offrono risposte facili, ma aprono spazi di riflessione, invitando i ragazzi a interrogarsi su se stessi e sul mondo che li circonda.

Tra i titoli in programma, Carattere unico ha colpito per la sua delicatezza nel raccontare il percorso di un ragazzo con disturbi dell’apprendimento, mettendo in luce la forza che nasce dall’accettazione di sé e il valore di uno sguardo capace di accogliere la diversità come ricchezza. Una storia che ha generato empatia e silenzi attenti, segno di un coinvolgimento profondo. Con Maskiacci & femminucce, il cinema ha aperto un dialogo diretto sugli stereotipi di genere e sull’identità, invitando i ragazzi a superare etichette e semplificazioni. Un racconto capace di stimolare confronto e consapevolezza, restituendo la complessità del crescere attraverso un linguaggio accessibile e immediato. Più simbolico e immaginifico il corto Xena, che attraverso una dimensione narrativa alternativa affronta il tema della violenza di genere, dimostrando come anche la metafora e la fantasia possano diventare strumenti potenti per leggere la realtà e interrogarsi sulle dinamiche sociali. Con Zerobulli, invece, lo sguardo si è spostato sul mondo dello sport, raccontato come luogo di confronto, competizione e, talvolta, esclusione. Un corto che ha acceso riflessioni sul bullismo e sulle relazioni all’interno dei gruppi, mostrando quanto sia sottile il confine tra gioco e conflitto. La giornata è stata arricchita anche dai cortometraggi della sezione Short Experience +11. Un bacio ha raccontato con leggerezza e pudore il primo amore, fatto di timidezze e emozioni improvvise, mentre Un filo lunghissimo, quasi infinito ha intrecciato memoria storica e racconto personale, accompagnando i ragazzi in un viaggio nel passato per comprendere meglio il presente. Suggestivo e poetico Vele al vento, che attraverso l’unione di pittura e animazione ha restituito uno sguardo sospeso sul lavoro, sul mare e sul rapporto tra uomo e natura, regalando alla sala un momento di contemplazione e silenzio condiviso.

Ogni visione è diventata occasione di dialogo. Al termine delle proiezioni, i dibattiti hanno dato voce agli studenti, che hanno condiviso pensieri, emozioni e punti di vista, trasformando la sala in uno spazio di ascolto autentico. Le votazioni digitali hanno reso i ragazzi parte attiva del festival, chiamandoli a esprimere un giudizio critico e consapevole.

La giornata è proseguita anche con il Movie Lab, guidato dal formatore Giovanni Cerri. Un laboratorio pensato per avvicinare gli studenti al linguaggio cinematografico e ai suoi meccanismi, stimolando creatività, collaborazione e capacità di lettura delle immagini.

School Experience ha confermato ancora una volta la forza del cinema come strumento educativo e umano: un linguaggio capace di ascoltare, accogliere e dare forma alle emozioni di chi sta crescendo. A Taranto, oggi, il grande schermo ha parlato il linguaggio dell’adolescenza. E lo ha fatto con rispetto, profondità e verità.

School Experience Taranto (68)

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