Inclusione, amore, dialogo, sogno. Sono state le parole chiave dell’incontro che ha visto protagonista della sala Energia del cinema Arcadia di Melzo un travolgente Nico Acampora, fondatore di PizzAut. L’occasione è stata la tappa milanese di School Experience che ha riconfermato un’amicizia nata negli anni scorsi con chi si è fatto paladino dei diritti dei giovani autistici. Alla presenza degli studenti dell’Istituto comprensivo statale Ungaretti e di quelli della Scuola Casa San Giuseppe, Acampora ha raccontato la sua esperienza umana e professionale confrontandosi con la platea di giovanissimi.
A precederlo, il sindaco Antonio Fusè che con l’assessore Emidio De Cunto ha celebrato un momento davvero speciale: “Siamo felicissimi di ospitare oggi una personalità così preziosa. E siamo felicissimi di aver stretto questa collaborazione con Giffoni che non resterà un episodio sporadico, ma avrà una continuità nel futuro. Si parla spesso di inclusione, ma occorre mettere in campo iniziative come queste affinché non resti una parola vuota”. Rischio che sembra essere scongiurato in considerazione della calorosa partecipazione della platea. “Dall’ignoranza si può guarire, dalla cattiveria no – ha spiegato Acampora – Quando iniziai il mio percorso fui osteggiato. A tutti sembrava impossibile realizzare una realtà dove tutti sono autistici, dai camerieri ai pizzaioli ai barman. Una neuropsichiatra mi disse: lei è il solito padre frustrato che non si arrende di fronte alla disabilità di suo figlio e tenta progetti che danno false speranze alle famiglie. Fortunatamente per noi aveva torto: da quel momento abbiamo sfornato 350mila pizze”.
Un miracolo che ha richiesto coraggio e determinazione. “Ha mai pensato di arrendersi?” ha chiesto Patricia. La risposta di Acampora è stata affermativa, perché quando non ci credono neppure gli esperti diventa tutto più difficile. La forza l’ha iniettata quotidianamente proprio suo figlio Leo, autistico e sua figlia Giulia, che dopo averlo rimproverato di essere stato assente per dedicarsi al prossimo ha deciso di scendere in campo per collaborare con il suo papà e rendere sempre più concreto quel sogno. “Non si può essere solo genitori dei propri figli, sarebbe un atto egoistico”, ha raccontato il fondatore di PizzAut ai ragazzi. Le sue parole hanno spinto diversi studenti a raccontare la propria esperienza, il loro essere speciali o diversamente normali, perché di fondo la normalità non esiste.
Grande emozione hanno riscosso i video in cui Acampora viene ricevuto dal presidente Mattarella e incontra i giffoner. “Vietato calpestare i sogni” è il motto che porta stampato sul grembiule e che ripete fino allo sfinimento, senza risparmiare stoccate a un sistema scolastico ancora inadeguato e all’indifferenza di tanti. “Sapete chi sono i supereroi? Quelli che salvano gli altri. Per farlo occorre amore e non lo mettiamo sufficientemente in pratica. Chi di voi trascorre del tempo con un disabile? Chi proverà a farlo? Perché regalare la propria amicizia anche per un solo giorno significa alleviare una sofferenza. Mio figlio per 17 anni non è stato mai invitato a una festa di compleanno. Come crediate si sia sentito? E allora ricordatevi che avete tutti la possibilità di essere dei supereroi”. L’importante è partire, anche banalmente dal linguaggio: “Pensare di offendere qualcuno dicendo che è una 104 o che è mongoloide è una enorme stupidità. Meglio adoperare qualche parolaccia, il nostro è un vocabolario ricchissimo”. Tantissimi i ragazzi che non hanno nascosto la propria emozione, ringraziando un uomo “che è riuscito a creare un ponte tra il mondo dei disabili e quello di chi si sente normale”. In fondo, è sempre e solo una questione di amore.
L’iniziativa, realizzata nell’ambito del Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promossa dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) si svolge in collaborazione con il Comune di Melzo. A supportare il progetto anche il cinema Arcadia, PizzAut, Galbani – il mio salumiere, Generalfrigo, Dussmann, Bluecube.

