Una storia semplice, ma capace di toccare il cuore: VITA DA GATTO, diretto da Guillaume Maidatchevsky, è un racconto che parla di crescita, affetto e libertà. È il legame profondo tra una bambina e il suo gatto, ma anche il coraggio di riconoscere che amare significa, a volte, lasciar andare chi si ama.Il film, vincitore della sezione Feature Experience +6, è stato proiettato nella Sala Galileo per gli studenti degli istituti comprensivi “Don Milani – Linguiti” di Giffoni Valle Piana e dell’Istituto Comprensivo di Montecorvino Rovella. School Experience è promosso dall’Ente Autonomo Giffoni Experience nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Basato sull’omonimo romanzo di Maurice Genevoix, Vita da Gatto segue le orme della giovane Clémence, interpretata da Capucine Sainson-Fabresse, e del suo curioso e affettuoso gattino Rroû. Dalla soffitta parigina in cui si conoscono, ai boschi della campagna dove la natura chiama e trasforma, il film esplora il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, l’evoluzione degli affetti e il senso della scoperta.
I giovani spettatori hanno vissuto l’esperienza con attenzione ed emozione, cogliendo la delicatezza del messaggio. «Quando Rroû scappa nel bosco ho capito che non era per dispetto, ma perché sentiva che lì era casa sua. È come quando cresci e vuoi fare cose da solo», ha detto Matteo, 10 anni, con lo sguardo ancora assorto.
Beatrice, 9 anni, ha aggiunto: «Mi ha fatto pensare alla mia gattina: anche lei a volte si nasconde in giardino. Forse anche lei sta cercando il suo posto. Questo film mi ha fatto capire che anche gli animali hanno dei sogni».
Alcuni bambini si sono immedesimati in Clémence, come Giulia, 11 anni: «Lei era triste per il divorzio dei genitori, ma con Rroû stava meglio. Poi però ha dovuto capire che anche lui aveva bisogno di seguire la sua strada. È stato triste, ma anche giusto».
La regia di Maidatchevsky – biologo di formazione – restituisce la meraviglia della natura con sguardo autentico e poetico, trasformando il film in una sorta di piccolo viaggio documentaristico, dove l’emozione si intreccia con la scoperta.
Con questa proiezione, Giffoni conferma la sua missione educativa: fare del cinema un’occasione per riflettere, per crescere, e soprattutto per ascoltare il mondo con occhi nuovi. E oggi, grazie a Rroû, tanti piccoli spettatori sono tornati a casa un po’ più grandi.
Il festival, curato da Grimaldi insieme a Marco Cesaro, project manager di Giffoni e responsabile dei Progetti Speciali, si muove come un’onda creativa tra le scuole italiane e si concluderà con un grande evento a Pomigliano d’Arco, dove saranno celebrate le opere vincitrici realizzate durante il percorso.

